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Da quanto dura veramente l’aggressione della Russia contro l’Ucraina?

Cronologia di 8 anni di aggressioni della Russia contro l’Ucraina.

All’inizio del 2014, l’Ucraina era nel mezzo di una rivoluzione. Dopo che il presidente filorusso Viktor Yanukovich si era rifiutato di firmare l’accordo di associazione con l’UE e aveva cercato di stabilire un regime autoritario massicce manifestazioni avevano avuto luogo a Kiev e in altre città. Tali eventi sfociarono in violenti scontri con le unità speciali della polizia e più di cento manifestanti rimasero uccisi. La “Rivoluzione della Dignità” ebbe fine il 22 febbraio, quando Viktor Yanukovich fuggì in Russia.

2014
Ha inizio la guerra. La Crimea e parte delle regioni di Donetsk e Luhansk vengono occupate dalle forze russe.

Inizia la guerra della Russia contro l’Ucraina. Per la prima volta, truppe russe attraversano illegalmente il confine di stato dell’Ucraina, pianificando la successiva occupazione della penisola di Crimea.

20 febbraio 2014

Un’ondata di manifestazioni filo-russe investe le città dell’est e del sud dell’Ucraina: Luhansk, Donetsk, Mariupol, Kharkiv, Kherson, Odessa. Queste sono state organizzate da sostenitori della Russia per destabilizzare la situazione in tali regioni e violare l’integrità territoriale dell’Ucraina. Le proteste, battenti bandiera russa, chiedono la formazione di repubbliche separate.

23 febbraio - 7 aprile

Ha inizio la fase scoperta dell’occupazione russa della Crimea. Al mattino, dei militari russi privi di insegne  catturano i locali della Verkhovna Rada (parlamento) e del Consiglio dei ministri della Crimea. Sotto la minaccia delle armi dei militari russi, la Verkhovna Rada della Crimea “vota” per il cosiddetto “referendum sullo status della Crimea”. Gli aeroporti e gli ingressi via terra alla penisola vengono bloccati.

27 febbraio 2014

Il Consiglio della Federazione dell’Assemblea federale della Russia accorda a Vladimir Putin il permesso di utilizzare le forze armate russe in Ucraina.

crimea occupation
Un convoglio militare russo senza insegne vicino a Sebastopoli il 10 marzo 2014. Foto: Baz Ratner / REUTERS

 

1 marzo 2014

Nonostante la decisione della Corte costituzionale ucraina e la posizione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, si svolge il cosiddetto “referendum sullo status della Crimea”. Il referendum ha luogo con numerose violazioni e falsificazioni, e sotto il totale controllo dei molti soldati armati russi.

16 marzo 2014

A Mosca, Vladimir Putin e i rappresentanti del governo di occupazione russa in Crimea firmano il cosiddetto Trattato sull’adesione della Crimea alla Russia.

18 marzo 2014

Gli Stati Uniti, l’Unione Europea e altri paesi impongono alla Russia le prime sanzioni per l’occupazione della Crimea.

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Un marinaio ucraino lascia un edificio della base navale di Sebastopoli dopo che questo è stato preso dall’esercito russo. 19 marzo 2014. Foto: Vasily Fedosenko / REUTERS
Marzo 2014

Il Consiglio Permanente dell’OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) decide di inviare in Ucraina una Missione speciale di monitoraggio composta da osservatori civili disarmati.

21 marzo 2014

In Crimea, l’ultima unità militare battente bandiera ucraina viene sopraffatta. La Repubblica autonoma di Crimea e Sebastopoli vengono completamente occupate dalle forze armate russe.

25 marzo 2014

Petro Poroshenko viene eletto presidente dell’Ucraina.

25 marzo 2014

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite adotta la risoluzione 68/262, la quale riafferma il suo impegno per la sovranità, l’indipendenza, l’unità e l’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti. La risoluzione sottolinea inoltre la mancata validità del referendum in Crimea.

27 marzo 2014

La cosiddetta “Repubblica popolare di Donetsk” (DPR) viene proclamata dagli elementi vicino alla Russia che avevano occupato l’edificio dell’Amministrazione statale regionale di Donetsk.

Quello stesso giorno, viene inoltre proclamata la “Repubblica popolare di Kharkiv”. Tuttavia, l’assembramento filorusso nell’edificio dell’Amministrazione statale regionale di Kharkiv viene disperso in poche ore dalle forze speciali del Ministero degli affari interni dell’Ucraina.

Bandiere russe e simboli della cosiddetta “DPR” sull’edificio occupato dell’Amministrazione statale regionale di Donetsk. 7 aprile 2014. Foto: Roman Pilipey / EPA
7 aprile 2014

Le forze di occupazione russe prendono il controllo di Slovyansk, Kramatorsk e Druzhkivka.

L’operazione è guidata dall’ “ex” ufficiale del Servizio federale per la sicurezza della Federazione Russa Igor Girkin (Strelkov) il quale ha partecipato anche all’occupazione in Crimea. Successivamente, questi diverrà Ministro della difesa della cosiddetta “DPR” e comandante in capo dell’esercito nella cosiddetta “Novorossiya”.

12 aprile 2014

Ha ufficialmente inizio l’Operazione antiterrorismo nell’est dell’Ucraina.

14 aprile 2014

L’incontro di Ginevra. Ucraina, Russia, Ue e Stati Uniti si accordano su “i primi passi per allentare le tensioni e ripristinare la sicurezza per tutti i cittadini”.

Quello stesso giorno, il presidente russo Vladimir Putin dichiara che “il sud-est dell’Ucraina è Novorossiya” e “Kharkiv, Donetsk, Luhansk, Kherson, Mykolaiv e Odessa sono stati trasferiti all’Ucraina dal governo sovietico”.

17 aprile 2014

Gli elementi vicini alla Russia proclamano la cosiddetta “Repubblica popolare di Luhansk” (LPR).

27 aprile 2014

Tragico scontro a Odessa. Attivisti filo-ucraini si scontrano con manifestanti filo-russi nel centro della città. L’edificio del sindacato, che ospitava i manifestanti filo-russi, viene bruciato. Muoiono 48 persone e più di altre 200 rimangono ferite.

2 maggio 2014

Referendum illegali nelle regioni di Donetsk e Luhansk sulla “separazione dall’Ucraina”.

11 maggio 2014

Attacco a un posto di blocco vicino a Volnovakha. Le forze ucraine riescono a respingere l’attacco, ma 18 persone rimangono uccise. Attacco vicino a Rubizhne, dove le truppe ucraine sono costrette a ritirarsi.

22 maggio 2014

Le cosiddette “DPR” e “LPR” annunciano la creazione della confederazione “Novorossiya”.

24 maggio 2014

Prima battaglia per l’aeroporto di Donetsk: il tentativo russo di impadronirsi della zona viene respinto e sono le forze ucraine a prendere il controllo dell’aeroporto.

26 maggio 2014

Gruppi armati russi colpiscono un elicottero Mi-8MT della Guardia Nazionale ucraina. Rimangono uccise 12 persone.

29 maggio 2014

I rappresentanti di Russia, Ucraina, Germania e Francia si incontrano in Normandia e sottoscrivono il Formato Normandia, con l’obiettivo di trovare una soluzione pacifica al conflitto armato russo-ucraino.

6 giugno 2014

Mariupol viene liberata dalle forze ucraine: tra queste il battaglione Azov. Nessun civile rimane ferito. La città era stata occupata per più di un mese, dal 10 maggio.

Sulle strade di Mariupol, 13 giugno 2014. Foto: Evgeny Maloletka/ AP Photo
13 giugno 2014

Un velivolo Il-76 dell’aeronautica viene abbattuto da un sistema missilistico antiaereo vicino a Luhansk. Tutti e 49 i passeggeri rimangono uccisi. Secondo il servizio di Sicurezza dell’Ucraina, l’aereo è stato colpito da mercenari del cosiddetto Gruppo Wagner.

14 giugno 2014

Primo tentativo di cessate il fuoco: Petro Poroshenko, il presidente dell’Ucraina, annuncia un cessate il fuoco unilaterale di una settimana. Quattro giorni dopo, un elicottero ucraino Mi-8 viene abbattuto dalle truppe appoggiate dalla Russia.

20 giugno 2014

Prima riunione del Gruppo di contatto trilaterale sull’Ucraina per una pacifica risoluzione della situazione. La riunione ha luogo con la  partecipazione di rappresentanti dell’Ucraina, della Federazione Russa e dell’OSCE.

23 giugno 2014

Le forze armate dell’Ucraina lanciano una controffensiva.

1 luglio 2014

Kramatorsk, Slovyansk, Bakhmut (Artemivsk), Druzhkivka e Kostiantynivka vengono liberate dalle forze ucraine.

5-6 luglio 2014

Il Primo canale della televisione russa (Pervyj kanal) manda in onda la scioccante storia di un testimone oculare su un ”ragazzino crocifisso” a Slovyansk (nella piazza centrale della città, un bambino di 3 anni sarebbe stato inchiodato a un cartellone per gli annunci dai soldati ucraini in presenza di sua madre ; dopo la sua morte la donna sarebbe stata legata a un carro armato ucraino e portata in giro fino alla morte). Si tratta del più grande -e più brutale- dei miti messi in giro dalla propaganda russa per giustificare l’aggressione.

12 luglio 2014

Il volo Malaysia Airlines MH17 viene abbattuto da un sistema missilistico antiaereo Buk di fabbricazione russa. Rimangono uccisi 298 civili. Nel 2018, le autorità australiane e olandesi hanno dichiarato ufficialmente la Russia responsabile dell’abbattimento dell’aereo passeggeri.

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Il luogo dell’incidente del volo Malaysia Airlines MH17 abbattuto vicino al villaggio di Hrabove nella regione di Donetsk. Foto: Thomson / REUTERS
17 luglio 2014

Rubizhne, Lysychansk e Sievierdonetsk vengono liberate dalle forze ucraine.

20-24 luglio 2014

La battaglia di Ilovaisk, una delle pagine più oscure della guerra russo-ucraina. Dopo che, a fine agosto, la Russia aveva inviato in battaglia le sue forze armate regolari, le unità ucraine si erano ritrovate accerchiate. Dopo i negoziati, vengono concordati dei corridoi umanitari, ma dato che le forze ucraine stavano lasciando la città divise in due colonne, le truppe russe aprono il fuoco. Tra i militari, 366 rimangono uccisi, 429 feriti e 300 vengono catturati.

Soldati ucraini durante la battaglia di Ilovaisk. Foto di Maksym Dondiuk
6-29 agosto 2014

Nella capitale della Bielorussia, Il Gruppo di contatto trilaterale firma il Protocollo di Minsk. L’accordo, in 12 punti, prevede un cessate il fuoco, lo scambio di prigionieri e il ritiro delle truppe dalla linea di contatto del fronte, la consegna di aiuti umanitari, il ritiro dei gruppi armati illegali e dell’equipaggiamento militare dal territorio dell’Ucraina ed elezioni locali in conformità con la legge ucraina.

Il cessate il fuoco sarebbe stato violato nel giro di giorni e, in generale, l’accordo non si sarebbe dimostrato efficace.

5 settembre 2014

Dopo la firma del Protocollo di Minsk, hanno luogo vari scambi di prigionieri.

Settembre 2014

Viene firmato il memorandum sull’adempimento del protocollo di Minsk. Questo comprende punti sul cessate il fuoco reciproco, l’istituzione di una zona cuscinetto di 30 chilometri senza armi pesanti, il ritiro di tutti i mercenari stranieri, il divieto di volo per gli aerei da combattimento.

19 settembre 2014

Incontro sul formato Normandia. Non vengono raggiunti accordi particolari.

16-17 ottobre 2014

Nelle cosiddette “DPR” e “LPR” hanno luogo le elezioni -illegali- del Consiglio popolare.

2 novembre 2014

Scambio di prigionieri: 146 ucraini sono stati rilasciati.

26 dicembre 2014

Riepilogo dell’anno:

Numero di morti militari ucraini: 1757 (dati dal progetto “Libro della memoria dei morti per l’Ucraina”).

Morti civili legate al conflitto: 2084 (dati dal rapporto del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite).

2015
Dopo 242 giorni, si conclude la difesa dell'aeroporto di Donetsk. Nonostante sia stata firmata la seconda parte degli Accordi di Minsk (II), le forze ucraine sono comunque costrette a ritirarsi da Debaltseve.

Attacco a un bus a Volnovakha. Un proiettile proveniente dai territori temporaneamente occupati colpisce un autobus passeggeri al posto di blocco controllato dal governo ucraino a Buhas. 12 civili rimangono uccisi e 18 vengono feriti.

13 gennaio 2015

Le ultime truppe ucraine si ritirano dall’aeroporto di Donetsk dopo che l’edificio del nuovo terminal era stato distrutto dalle forze russe. La difesa dell’aeroporto di Donetsk era durata 242 giorni divenendo un simbolo dell’indomabilità e del coraggio dell’esercito ucraino. Nella difesa dell’aeroporto sono morti 100 soldati.

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I “Cyborg” dell’esercito ucraino alla difesa dell’aeroporto di Donetsk. Foto: Sergey Loiko
22 gennaio 2015

La battaglia vicino a Debaltseve si intensifica.

25 gennaio 2015

Bombardamento di Mariupol. Le forze armate russe bombardano il quartiere residenziale “Skhidnyi” a Mariupol. Rimangono uccise 31 persone e più di cento sono ferite.

25 gennaio 2015

Bombardamento di Kramatorsk. I missili Smerch, lanciati dai territori temporaneamente occupati, colpiscono l’aeroporto di Kramatorsk e le aree residenziali della città. Si contano 17 morti e 64 feriti.

10 febbraio 2015

Incontro del Formato Normandia e del Gruppo di contatto trilaterale a Minsk, Bielorussia.

Viene firmato il pacchetto di misure per l’attuazione degli accordi di Minsk (noto come Minsk II). Le parti concordano 13 punti per implementare la risoluzione del conflitto armato russo-ucraino. Questi includono il cessate il fuoco, il ritiro delle armi pesanti, un efficace monitoraggio da parte dell’OSCE, l’amnistia e lo scambio di ostaggi. Gli accordi includono anche l’adozione da parte ucraina di una legge sullo statuto speciale (autogoverno locale) di alcune aree delle regioni di Donetsk e Luhansk, il ripristino del pieno controllo del confine di stato da parte del governo ucraino e le elezioni locali.

12 febbraio 2015

Le forze ucraine si ritirano da Debaltseve. Secondo l’accordo di Minsk, Debaltseve doveva rimanere sotto il controllo ucraino, ma le forze russe intensificarono l’offensiva e circondarono la città su tre lati.

I soldati ucraini lasciano Debaltseve per Bakhmut. 19 febbraio 2015. Foto: GETTY IMAGES
18 febbraio 2015

Scambio di prigionieri, vengono rilasciati 139 ucraini.

21 febbraio 2015

Il parlamento ucraino approva una legge “Sul riconoscimento di alcuni distretti, città, paesi e villaggi delle regioni di Donetsk e Luhansk come territori temporaneamente occupati”.

17 marzo 2015

La battaglia di Marinka. Le forze sostenute dalla Russia cercano di impadronirsi della città di Marinka vicino a Donetsk, ma le unità ucraine ne respingono l’attacco.

3 giugno 2015

Incontro del Formato Normandia. La discussione verte sugli accordi di Minsk, la missione dell’OSCE e le elezioni illegittime previste nelle cosiddette “DPR” e “LPR”: non viene tuttavia firmato alcun documento.

2 ottobre 2015

Riepilogo dell’anno:

Numero di morti militari ucraini: 1181.

Morti civili legate al conflitto: 955.

2016
Hanno luogo dei tentativi di disimpegno vicino a tre insediamenti presso Svitlodarsk e la battaglia nell’arco (sacca) circostante.

Le forze russe si ritirano dal villaggio di Shyrokyne e le unità ucraine prendono l’insediamento sotto il loro controllo.

24 febbraio 2016

Il Mejlis (il più alto organo esecutivo-rappresentativo) del popolo tartaro di Crimea viene bandito dalla Russia come “organizzazione estremista”.

26 aprile 2016

Scambio di prigionieri: il pilota ucraino Nadiya Savchenko è stato rilasciato ed è tornato in Ucraina.

25 maggio 2016

In data 6 giugno sono 1.785.740 gli sfollati interni, registrati dal Ministero delle Politiche Sociali dell’Ucraina.

Persone in fila al posto di blocco a Hnutove, nella regione di Donetsk. Foto: UNIAN
6 giugno 2016

Il Gruppo di contatto trilaterale firma un accordo sul disimpegno vicino a tre insediamenti: Stanitsa Luhanska, Zolote e Petrovske.

21 settembre 2016

Disimpegno delle forze vicino a Zolote.

1 ottobre 2016

Disimpegno delle forze vicino a Petrovsk.

7 ottobre 2016

Incontro del Formato Normandia. Viene discussa la tabella di marcia degli accordi di Minsk, ma non vengono firmati nuovi accordi.

19 ottobre 2016

La missione OSCE rileva 2.900 esplosioni. La maggior parte delle violazioni del cessate il fuoco vengono registrate nelle aree intorno a Svitlodarsk, Horlivka e Debaltseve.

18-19 dicembre 2016

Battaglia nella sacca presso il fronte a Svitlodarsk.

18-23 dicembre 2016

Scambio di prigionieri: Secondo il servizio di sicurezza ucraino, durante tutto il 2016, 16 ucraini sono stati rilasciati dalla prigionia.

2016

Riepilogo dell’anno:

Numero di morti militari ucraini: 564.

Morti civili legate al conflitto: 112.

2017
Escalation militare ad Avdiivka e massiccio attacco informatico alle compagnie ucraine.

Un rappresentante dell’Ucraina intenta una causa presso la Corte internazionale di giustizia perché la Federazione Russa sia ritenuta responsabile responsabile del finanziamento del terrorismo e della discriminazione contro i tartari di Crimea e gli ucraini nella Crimea temporaneamente occupata.

16 gennaio 2017

Escalation militare ad Avdiivka. Le infrastrutture critiche della città rimangono danneggiate dai bombardamenti. In città, la gente rimane senza elettricità, riscaldamento e acqua corrente nel bel mezzo dell’inverno.

Avdiivka after shelling
Una cucina da campo ad Avdiivka. La città era rimasta priva d’energia a seguito dei bombardamenti. Foto: REUTERS
29 gennaio 2017

La Corte internazionale di giustizia, nel caso “Ucraina vs. Russia”, ordina alla Russia di “astenersi dal mantenere o imporre limitazioni alla facoltà della comunità tartara di Crimea di conservare le sue istituzioni rappresentative, compreso il Mejlis” e di ” garantire la disponibilità dell’istruzione in lingua ucraina”.

19 aprile 2017

Massiccio attacco informatico contro aziende e agenzie governative ucraine con il ransomware “Petya”. Vengono colpiti anche altri paesi. Il governo del Regno Unito accusa pubblicamente l’esercito russo di essere dietro l’attacco.

27 giugno 2017

Scambio di prigionieri: vengono rilasciati 73 ucraini.

27 dicembre 2017

Riepilogo dell’anno:

Numero di morti militari ucraini: 354.

Morti civili legate al conflitto: 117.

2018
La legge sulla reintegrazione del Donbass viene approvata e ha inizio l'Operazione a forze congiunte. Dopo l’incidente dello Stretto di Kerch, viene per la prima volta imposta la legge marziale.

Il Parlamento ucraino approva la Legge sulla reintegrazione del Donbass. Questa definisce la Russia come uno stato aggressore, afferma che alcune aree delle regioni di Donetsk e Luhansk sono occupate illegalmente da truppe controllate dalla Russia e sono amministrate da autorità di occupazione russe autoproclamatesi.

18 gennaio 2018

In sostituzione dell’Operazione antiterrorismo (ATO), ha inizio l’Operazione antiterrorismo (JFO). Il cambiamento principale riguarda il centro di comando: l’ATO era supervisionata dal Centro antiterrorismo del servizio di sicurezza ucraino, mentre la JFO è guidata strategicamente dallo Stato maggiore delle forze armate ucraine.

30 aprile 2018

Attacco vicino a Zholobok e Krymske: quattro soldati ucraini rimangono uccisi e sette vengono feriti.

23 agosto 2018

Oleksandr Zakharchenko, capo autoproclamato delle zone occupate della regione di Donetsk, rimano ucciso in un’esplosione nel “Separ cafe” a Donetsk. Zakharchenko aveva partecipato all’occupazione dell’edificio dell’Amministrazione comunale di Donetsk divenendo poi leader della cosiddetta “DPR” nel 2014.

31 agosto 2018

Pseudo-elezioni nelle cosiddette “DPR” e “LPR”. L’Ucraina e la comunità internazionale non riconoscono come legittimo lo svolgimento delle elezioni e il loro esito.

11 novembre 2018

Incidente nello stretto di Kerch: guardie di frontiera russe sotto il Servizio federale per la sicurezza della Federazione Russa aprono il fuoco contro tre navi della marina ucraina mentre queste stanno attraversando lo stretto di Kerch dal Mar Nero al Mar d’Azov. Tutti i 24 membri dell’equipaggio vengono catturati.

25 novembre 2018

In risposta all’attacco russo alle navi militari ucraine nello stretto di Kerch, in dieci regioni dell’Ucraina viene imposta la legge marziale. E’ la prima volta che questa viene dichiarata da quando l’Ucraina ha riconquistato l’indipendenza nel 1991.

Kerch Strait incident
Un marinaio ucraino catturato viene portato in tribunale nella città temporaneamente occupata di Simferopoli. 27 novembre 2018. Foto: Reuters
26 novembre - 26 dicembre 2018

Riepilogo dell’anno:

Numero di morti militari ucraini: 227.

Morti di civili legate al conflitto: 58.

2019
Hanno luogo il disimpegno di forze armate in tre punti e due scambi di prigionieri.

Il parlamento ucraino approva degli emendamenti alla Costituzione che stabiliscono il percorso strategico verso la piena adesione dell’Ucraina all’Unione Europea e all’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico.

7 febbraio 2019

Volodymyr Zelenskyy è eletto presidente dell’Ucraina.

21 aprile 2019

Vladimir Putin firma un decreto sulla procedura semplificata per ottenere la cittadinanza della Federazione Russa da parte dei residenti dei territori temporaneamente occupati dell’Ucraina.

24 aprile 2019

Il tribunale internazionale per il Diritto del mare ordina alla Russia di rilasciare immediatamente i 24 marinai ucraini e le tre navi militari catturati al largo della Crimea nel novembre del 2018.

25 maggio 2019

Ha inizio il disimpegno delle forze armate vicino a Stanitsa Luhanska. Il Gruppo di contatto trilaterale aveva concordato tale disimpegno nel 2016, ma gli accordi erano stati ripetutamente infranti.

26 giugno 2019

Scambio di prigionieri: vengono rilasciati 35 ucraini, inclusi i 24 marinai ucraini catturati nel novembre 2018, il regista Oleg Sentsov e l’attivista Olexandr Kolchenko.

Sentsov e Kolchenko erano stati detenuti nella Crimea temporaneamente occupata il 10 maggio 2014 dopo essere stati falsamente accusati di aver preparato attacchi terroristici e condannati rispettivamente a 20 e 10 anni in un carcere di massima sicurezza russo.

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Il regista Oleg Sentsov scende dall’aereo all’aeroporto internazionale di Boryspil. Ha fatto ritorno in Ucraina dopo cinque anni di reclusione in Russia. Foto: Gleb Garanich / REUTERS
7 settembre 2019

Ha inizio il disimpegno delle forze armate nei pressi di Zolote.

29 ottobre 2019

È iniziato il disimpegno delle forze armate vicino a Petrovske.

9 dicembre 2019

Ha luogo un incontro del Formato Normandia, il primo dal 2016. Le conclusioni delle parti vanno a sostegno degli accordi del Gruppo di contatto trilaterale: regime di cessate il fuoco, tre ulteriori aree di disimpegno, scambio di prigionieri su base “tutti per tutti” entro la fine dell’anno e altro.

9 dicembre 2019

Scambio di prigionieri: vengono rilasciati 76 ucraini.

29 dicembre 2019

Riepilogo dell’anno:

Numero di morti militari ucraini: 170.

Morti di civili legate al conflitto: 27.

2020
Entrano in vigore i più lunghi tentativi di cessate il fuoco.

Nei Paesi Bassi ha inizio il processo per l’MH17. Tre cittadini russi e uno ucraino sono accusati di aver abbattuto l’aereo uccidendo le 298 persone a bordo.

9 marzo 2020

Scambio di prigionieri: vengono rilasciati 20 ucraini. Si tratta dell’ultimo ampio scambio fino all’inizio della guerra su vasta scala.

16 aprile 2020

L’Ucraina diviene Enhanced Opportunity Partner (“Partner a possibilità aumentate”) della NATO, insieme ad Australia, Finlandia, Georgia, Giordania e Svezia.

12 giugno 2020

Ha luogo il 29-mo -e uno dei più lunghi- tentativo di cessate il fuoco. Dal 27 luglio al 20 dicembre, la Missione speciale di monitoraggio dell’OSCE ha registrato circa 4.200 violazioni del cessate il fuoco, trenta volte meno che dal 1 gennaio al 27 luglio dello stesso anno.

27 luglio 2020

Il Gruppo di contatto trilaterale concorda quattro ulteriori aree di disimpegno e 20 aree di sminamento.

2 settembre 2020

Riepilogo dell’anno:

Numero di morti militari ucraini: 107.

Morti di civili legate al conflitto: 26.

2021
La Russia blocca una parte del Mar Nero e inizia a radunare truppe al confine con l'Ucraina.

Più di 50 città e villaggi nella regione di Donetsk rimangono senz’acqua corrente, ciò poiché una stazione di pompaggio d’acqua era rimasta senza energia in seguito ai bombardamenti.

6 aprile 2021

L’addetto stampa della Casa Bianca Jen Psaki dichiara che la Russia ha radunato più truppe al confine con l’Ucraina e che Il loro numero è più alto che in qualsiasi momento dal 2014.

8 aprile 2021

Le navi russe effettuano manovre coordinate di provocazione nei confronti della Marina ucraina nel Mar d’Azov.

15 aprile 2021

La Russia annuncia che una parte del Mar Nero in direzione dello stretto di Kerch resterà chiusa alle navi da guerra e statali di altri paesi con il pretesto di un addestramento militare dal 24 aprile al 31 ottobre. Il Ministero degli Affari Esteri dell’Ucraina esprime la sua risoluta protesta.

24 aprile 2021

Il vertice inaugurale della Piattaforma di Crimea ha luogo a Kiev, alla presenza delle delegazioni di 46 paesi. L’iniziativa mira a coordinare gli sforzi internazionali per la de-occupazione della Crimea, prevenire ulteriori violazioni dei diritti umani e rispondere all’aumento delle minacce alla sicurezza.

23 agosto 2021

Secondo il Ministero della Difesa ucraino, la Russia ha schierato quasi 90.000 soldati al confine ucraino e nella Crimea temporaneamente occupata.

2 novembre 2021

La Russia presenta un elenco di richieste di garanzie di sicurezza alla NATO e agli Stati Uniti. Questo Include il rifiuto all’Ucraina, così come ad altri stati, di entrare nella NATO, l’interruzione di qualsiasi attività militare nell’Europa orientale, il ritorno delle forze alle posizioni del 1997 e altro.

Ukrainian defenders
Soldati ucraini nella zona dell’Operazione a forze congiunte nel 2021. Foto: Marian Kushnir/RadioSvoboda. Org (RFE/RL)

 

17 dicembre 2021

Riepilogo dell’anno:

Numero di morti militari ucraini: 110.

Morti di civili legate al conflitto: 25.

2022
La Russia dà inizio a un'invasione su vasta scala dell'Ucraina.

Incontro del Formato Normandia tra i rappresentanti dei quattro paesi. Non vengono raggiunti accordi specifici.

26 gennaio 2022

Le udienze del caso interstatale «Ucraina e Paesi Bassi vs Russia» si sono svolte presso la Corte europea dei diritti dell’uomo. Il caso riguarda l’abbattimento del volo Malaysia Airlines MH17 nel 2014, massicce e sistematiche violazioni dei diritti umani nei territori temporaneamente occupati delle regioni di Donetsk e Luhansk e tentativi di trasportare illegalmente orfani da questi al territorio della Federazione Russa.

26 gennaio 2022

Fino a 150.000 soldati russi vengono ammassati vicino al confine ucraino.

Febbraio 2022

Russia e Bielorussia danno inizio alle esercitazioni militari congiunte “Determinazione dell’Unione 2022”. Sono 30.000 i soldati russi trasferiti assieme ad armi pesanti in Bielorussia.

russian troops near the border
Un’immagine satellitare mostra l’ammassamento di forze armate russe vicino al confine ucraino. Gennaio 2022. Foto: Maxar
10 febbraio 2022

Più di una dozzina di paesi dicono ai propri cittadini di lasciare l’Ucraina a causa del rischio di un’invasione russa.

11-15 febbraio 2022

Con il pretesto di esercitazioni militari, la Russia blocca completamente il Mar d’Azov e vaste aree del Mar Nero, il che rende praticamente impossibile la navigazione in entrambi i mari.

13 febbraio 2022

Bombardamento di Stanitsa Luhanska, Marinka, Vrubivka. Vengono danneggiati un asilo e una scuola.

17 febbraio 2022

Nelle cosiddette “DPR” e “LPR” viene annunciata un’evacuazione di massa data la “minaccia di attacco da parte ucraina” annunciata dalle amministrazioni di occupazione russe. Le persone evacuate in  Russia non avrebbero ricevuto assistenza e alloggio adeguati.

18 febbraio 2022

La Russia riconosce l’ “indipendenza” delle cosiddette “Repubblica popolare di Donetsk” e “Repubblica popolare di Luhansk”. La Russia le riconosce entro i confini delle regioni di Donetsk e Luhansk (solo parte di queste sono temporaneamente occupate) come specificato da Vladimir Putin il giorno successivo.

21 febbraio 2022

Il Consiglio della Federazione dell’Assemblea federale russa concede a Vladimir Putin il permesso di usare la forza militare al di fuori del paese.

22 febbraio 2022

L’Ucraina dichiara che la Russia si è ritirata dagli accordi di Minsk riconoscendo “l’indipendenza” dei territori temporaneamente occupati.

22 febbraio 2022

Gli Stati Uniti, il Regno Unito e l’Unione Europea impongono un primo pacchetto di sanzioni in risposta al riconoscimento da parte della Russia delle cosiddette “DPR” e “LPR”. Le misure riguardano banche e istituzioni finanziarie russe, il gasdotto Nord Stream 2, nonché le élite russe, i membri del Parlamento e gli alti funzionari.

22-23 febbraio 2022

Il parlamento ucraino dichiara lo stato di emergenza a livello nazionale a partire dal 24 febbraio.

23 febbraio 2022

La Russia dà inizio a una guerra su vasta scala contro l’Ucraina.

24 febbraio 2022

In data il 7 agosto, quasi sei mesi dopo l’inizio della guerra su vasta scala, sono 5.401 i civili uccisi (tra questi 355 bambini) e 7.466 i feriti. Quasi 6 milioni di ucraini sono fuggiti dal paese e quasi 2 milioni sono stati invece deportati con la forza in Russia. Le forze dell’ordine ucraine hanno registrato più di 28.000 crimini di guerra.

Per difendere l’Ucraina, la democrazia europea e il nostro futuro dalla Russia muoiono ogni giorno fino a 100 valorosi soldati ucraini.

Notizie verificate sulla guerra su vasta scala della Russia contro l’Ucraina